Prima di pagare, fai verificare il tuo atto

Dottore in legge · Esperto in materia tributaria

La tua cartella esattoriale potrebbe essere nulla.

Errori di notifica, prescrizione e decadenza rendono ogni anno inesigibili moltissime cartelle e atti della Riscossione. Prima di pagare, fai controllare il tuo documento da un esperto in tributaria: analisi chiara e, se serve il giudizio, collaborazione con l'avvocato.

  • Assistenza su tutto il territorio nazionale
  • Consulenza tributaria e analisi degli atti
  • Analisi preliminare prima di ogni decisione
Italia Assistenza su tutto il territorio nazionale
Appuntamento Ricevimento e consulenza su prenotazione
60 gg Termine tipico per impugnare una cartella
90 gg Termine per l'istanza di autotutela
Dott. Salvatore Artino, consulente tributario

Il professionista

Dott. Salvatore Artino

Dottore in legge, esperto in materia tributaria. Analisi degli atti e consulenza stragiudiziale; se serve il giudizio, collaborazione con l'avvocato.

Conosci lo Studio

Riconosci la tua situazione

Che cosa ti è arrivato?

Ogni atto ha regole e tempi diversi. Trova qui sotto il tuo caso: ti spieghiamo in due righe di cosa si tratta e cosa puoi fare.

Non trovi il tuo caso o non capisci che cosa hai ricevuto? È normale: molti atti hanno nomi simili ma conseguenze molto diverse. Inviaci una foto del documento e ti diciamo esattamente di cosa si tratta.

Il punto centrale

Perché una cartella può essere nulla

Una cartella non è nulla perché l'importo sembra ingiusto, ma perché l'amministrazione non ha rispettato le regole che la legge le impone. Sono quattro i controlli che fanno la differenza.

01

Notifica irregolare

La cartella deve essere notificata, non semplicemente spedita. Se la trovi nella cassetta postale come posta ordinaria o prioritaria, quella non è una notifica valida: la legge (artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile) richiede l'intervento di un messo notificatore, di un agente di polizia municipale o di un ufficiale giudiziario.

02

Prescrizione del credito

Ogni tributo ha il proprio termine di prescrizione: superato quello, il credito non è più esigibile. Attenzione: l'Agente della Riscossione tenterà comunque di incassarlo, perché il suo compito è riscuotere e non entrare nel merito delle somme.

03

Decadenza dei termini

L'art. 25 del D.P.R. 602/73 fissa termini perentori entro cui la cartella deve essere notificata al contribuente. Se l'ente li lascia scadere, decade dal potere di riscuotere e la cartella emessa dopo è nulla.

04

Manca l'avviso bonario

Prima della cartella, l'ente creditore deve notificarti un avviso di pagamento (il cosiddetto avviso bonario). Se non l'hai mai ricevuto, la cartella che arriva dopo è da considerarsi nulla perché ti è stata tolta la possibilità di regolarizzare spontaneamente.

Come lavoriamo

Dal tuo messaggio alla soluzione, in quattro passaggi

Nessun passaggio oscuro: sai sempre a che punto siamo e quanto costa la fase successiva.

Ci invii l'atto

Una foto o il PDF su WhatsApp, oppure via email. Servono la prima pagina, il dettaglio degli importi e la relata di notifica (il foglio che indica come e quando ti è stato consegnato).

Analisi preliminare

Controlliamo notifica, termini, prescrizione, decadenza, importi, sanzioni e interessi. Se il debito è dovuto e non ci sono margini, te lo diciamo con franchezza.

Ti spieghiamo le opzioni

Autotutela, definizione agevolata, rateizzazione, sospensione o — se serve — ricorso: ti presentiamo le strade percorribili in parole semplici, con tempi, costi e rischi di ciascuna.

Procediamo, con i giusti ruoli

Lo Studio cura consulenza e fasi stragiudiziali. Se serve andare in giudizio, la pratica viene passata a un avvocato collaboratore: tu resti seguito, senza confusione sui ruoli.

Il preventivo arriva prima dell'incarico. Condizioni economiche concordate per iscritto: nessuna sorpresa a pratica avviata.

Attenzione ai tempi

I termini sono brevi e non si recuperano

Nel diritto tributario il tempo è quasi tutto: un termine lasciato scadere può rendere definitivo anche un atto palesemente illegittimo. Ecco i più importanti.

60 giorni

Ricorso contro la cartella

Termine ordinario per le imposte. Per altri tipi di credito può essere di 30 o 40 giorni: è sempre indicato dentro l'atto.

90 giorni

Istanza di autotutela

In alternativa al ricorso puoi chiedere l'annullamento dell'atto entro 90 giorni dalla ricezione (L. 228/2012, art. 1, commi 537-544).

60 giorni

Prima del fermo del veicolo

Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, l'Agente può disporre il fermo dei beni mobili registrati (art. 86 D.P.R. 602/73).

30 giorni

Preavviso di ipoteca

L'Agente deve comunicarti l'intenzione di iscrivere ipoteca almeno 30 giorni prima di procedere (L. 106/2011).

Strumento indicativo

Sei ancora in tempo per reagire?

Inserisci la data in cui hai ricevuto l'atto e ottieni subito una stima delle scadenze da tenere d'occhio.

30 giorni — ricorso breve

60 giorni — ricorso ordinario

90 giorni — istanza di autotutela

Questo calcolo è puramente orientativo. Il termine effettivo dipende dal tipo di credito, dall'ente che ha emesso l'atto e da eventuali sospensioni o proroghe di legge, e va sempre verificato sul documento che hai ricevuto. Anche se un termine risulta superato non tutto è perduto: restano altri strumenti di tutela, ma è importante muoversi subito.

Informazioni utili

Le 7 cose che ogni contribuente dovrebbe sapere

Sono i punti che ricorrono più spesso nei casi che seguiamo. Conoscerli ti permette già di capire se hai motivo di preoccuparti o, al contrario, di reagire.

  1. La cartella deve essere notificata, non spedita

    Se trovi nella cassetta postale una cartella arrivata per posta ordinaria o prioritaria, quella non è una notifica valida. Non pagarla finché non ti viene notificata regolarmente da un messo notificatore, da un agente di polizia municipale o da un ufficiale giudiziario, secondo gli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile.

  2. Controlla sempre prescrizione e decadenza

    L'Agente della Riscossione tenterà comunque di recuperare le somme, anche quando sono prescritte o decadute: non è suo compito verificarlo. Spetta a te — o a chi ti assiste — eccepirlo.

  3. Per capire cosa ti chiedono, rivolgiti all'ente impositore

    L'Agente della Riscossione riscuote senza entrare nel merito delle somme. Sgravi, rettifiche e sospensioni in autotutela possono essere disposti solo dall'ente che ha generato il debito (Agenzia delle Entrate, Comune, Camera di Commercio, INPS, INAIL e così via).

  4. Prima della cartella deve arrivare l'avviso bonario

    L'ente impositore-creditore è tenuto a notificarti un avviso di pagamento o avviso bonario. In mancanza, la cartella di pagamento che segue è da considerarsi nulla.

  5. Esiste un termine perentorio per notificare la cartella

    È fissato dall'art. 25 del D.P.R. 602/73. Se non viene rispettato, l'amministrazione finanziaria decade dal potere di riscuotere il proprio credito e la cartella è nulla.

  6. Il ricorso va proposto entro 30, 40 o 60 giorni

    Il termine dipende dalla tipologia del credito richiesto ed è obbligatoriamente indicato all'interno della cartella stessa. Va presentato all'autorità giudiziaria competente per quel tipo di credito: leggerlo con attenzione è il primo passo.

  7. In alternativa c'è l'istanza di autotutela

    Ai sensi dell'art. 1, commi da 537 a 544, della legge 24 dicembre 2012 n. 228 puoi proporre una specifica istanza di annullamento in autotutela entro e non oltre 90 giorni dal ricevimento dell'atto che vuoi contestare.

Essere informati può farti risparmiare tempo e denaro. Prima di pagare verifica sempre che non ci siano errori di notifica, prescrizioni o decadenze: le cartelle potrebbero essere nulle.

Dove operiamo

Su tutto il territorio nazionale

Lo Studio assiste contribuenti in tutta Italia. L'incontro e la consulenza avvengono su appuntamento, anche da remoto: gli atti viaggiano in formato digitale e i depositi presso le Corti di giustizia tributaria avvengono in via telematica.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

No, non prima di aver verificato che sia legittima. Hai un termine preciso per contestarla (di norma 60 giorni, ma può essere di 30 o 40) e quel termine serve proprio a permetterti un controllo. Pagare, invece, equivale in molti casi a riconoscere il debito e rende molto più difficile tornare indietro.

Il documento chiave è la relata di notifica: indica chi ha consegnato l'atto, a chi, quando e in che modo. Una busta arrivata come posta ordinaria o prioritaria, senza l'intervento di un messo notificatore, di un agente di polizia municipale o di un ufficiale giudiziario, non costituisce notifica valida.

Se non hai la relata puoi chiedere all'Agente della Riscossione l'estratto di ruolo e la documentazione della notifica: è uno dei primi passi che facciamo quando prendiamo un caso.

L'istanza di autotutela è una richiesta rivolta all'ente perché annulli da sé un atto palesemente errato: è più rapida ed economica, ma l'ente non è obbligato ad accoglierla.

Il ricorso è invece un giudizio davanti alla Corte di giustizia tributaria (le vecchie Commissioni Tributarie): ha tempi e costi maggiori, ma porta a una decisione vincolante. Nella pratica le due strade si possono percorrere insieme, purché si rispettino i termini del ricorso, che l'autotutela da sola non sospende.

Dipende. La definizione agevolata consente di pagare senza sanzioni e interessi di mora, ma comporta il riconoscimento del debito e la rinuncia a contestarlo. Se quel debito è prescritto o mai notificato correttamente, aderire significa pagare qualcosa che non avresti dovuto versare affatto.

La verifica va quindi fatta prima di presentare la domanda, non dopo.

Sì, e conviene muoversi in fretta. Il pignoramento presso terzi incontra limiti precisi: stipendi e pensioni sono pignorabili solo entro determinate quote e una parte della pensione è del tutto impignorabile. Va inoltre verificato se gli atti che precedono il pignoramento (cartella, intimazione) sono stati notificati regolarmente.

Ipoteca ed espropriazione sono due cose diverse. L'ipoteca è una garanzia e richiede un debito di almeno 20.000 euro, oltre a una comunicazione preventiva 30 giorni prima dell'iscrizione. L'espropriazione immobiliare, invece, non può essere avviata — a prescindere dall'importo — se l'immobile è l'unico di proprietà del debitore, vi risiede anagraficamente e non rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Il compenso dipende dal tipo di atto e dalla complessità della pratica e viene concordato per iscritto prima di ricevere l'incarico, così sai fin dall'inizio quanto spenderai.

No. Lo Studio opera su tutto il territorio nazionale. L'assistenza avviene su appuntamento, anche da remoto, con invio telematico dei documenti. Il contenzioso tributario si svolge in larga parte in via telematica, quindi la distanza non è un ostacolo.

Parliamone

Fai verificare il tuo atto

Compila il modulo con i dati essenziali: ti ricontattiamo per dirti se ci sono margini di difesa. Se preferisci, scrivici direttamente su WhatsApp allegando la foto del documento.

Serve per capire se sei ancora nei termini.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori. Il modulo prepara il messaggio con i dati inseriti: nulla viene inviato finché non confermi tu.

Cosa ci serve per l'analisi: la prima pagina dell'atto, il dettaglio degli importi e la relata di notifica. Se non li hai tutti, mandaci quello che hai: al resto pensiamo noi.

WhatsApp Chiama ora