Prima di pagare, fai verificare il tuo atto

Guida alla riscossione

Intimazione di pagamento: cosa controllare subito

L'intimazione segnala che, secondo l'Agente della riscossione, uno o più debiti precedenti non sono stati pagati. Va letta insieme alle cartelle richiamate e alle relative notifiche.

Che cos'è l'intimazione di pagamento

L'intimazione prevista dall'art. 50 del D.P.R. 602/1973 può precedere l'avvio dell'espropriazione quando è trascorso il periodo previsto dalla notifica della cartella senza che l'azione esecutiva sia iniziata. L'atto invita normalmente ad adempiere entro un termine breve indicato nel documento.

Non è una nuova cartella: richiama carichi precedenti. Per questo la prima verifica consiste nell'identificare ogni cartella, l'ente creditore, l'anno e la prova della notifica originaria.

I controlli prioritari

  1. Elenco dei carichi. Confronta importi, enti e numeri delle cartelle richiamate.
  2. Notifiche precedenti. Chiedi copia delle relate, delle ricevute o delle PEC delle cartelle che non riconosci.
  3. Tempo trascorso. Prescrizione e decadenza dipendono dalla natura del credito e dagli atti intervenuti nel frattempo.
  4. Importi aggiornati. Verifica capitale, sanzioni, interessi e somme già pagate o sgravate.
  5. Istruzioni e termini. Leggi la sezione dell'atto dedicata all'autorità competente e alle modalità di tutela.

Attenzione: non esiste un unico termine valido per contestare ogni intimazione. Il rimedio e la scadenza dipendono dal credito e dai vizi che si intendono far valere.

Documenti da recuperare

  • Intimazione completa e prova della data di ricezione.
  • Cartelle e comunicazioni richiamate.
  • Estratto di ruolo e documentazione delle notifiche.
  • Ricevute di pagamento, rateizzazioni, sgravi o sospensioni.

Autotutela, rateizzazione o ricorso

Le opzioni non sono intercambiabili. Un'istanza all'ente può essere utile per errori documentabili, ma normalmente non sospende da sola un termine processuale. Rateizzare o aderire a una definizione può produrre effetti sulle contestazioni: la scelta va effettuata dopo aver ricostruito la posizione.

Quando interviene l'avvocato

Lo Studio può analizzare l'atto e gestire le fasi stragiudiziali. Se la tutela richiede un ricorso o un'opposizione giudiziale, la pratica deve essere affidata a un avvocato abilitato.

Fonti istituzionali

Le fonti e le regole applicabili vanno verificate nella versione vigente e rispetto all'atto concreto.

Il nome dell'atto non basta: servono documento e date

Una verifica attendibile parte dal testo completo, dalle notifiche e dagli atti precedenti.

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